Karen
febbraio 26th, 2011
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racconto
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uno
Certi giri di parole
Certi giorni camminano in punta di piedi per non svegliare il mondo intorno e tutto si ferma mentre perdi il senso dell’orientamento. Non è più ieri, non è ancora domani ma in fondo non è nemmeno oggi. E ti accorgi di avere le mensole e i cassetti e gli armadi pieni di cose che credevi perdute e illuminano tutta la stanza di una luce strana che cancella le ombre. Le ombre che cerchi perché da qualche parte sei sicuro ci siano e torna quella paura di cadere che avevi perso ...
Avrò nuovi occhi
li sto riaprendo
e parole nuove
che sto costruendo
imparerò la tua lingua
parlerai la miaavrò nuove mani
per toccare il mondo
sarà la prima volta
con un nuovo sguardo
tesserò pensieri
per muovere passi nuovi
verso nuovi occhi
non ancora vistie nuove orecchie
per ascoltarti meglio
nuova pazienza
per imparare dal tuo silenzio
sto facendo posto
sto facendo spazio
intrecciando sospiri
a nuovi desideri
attaccando sorrisi
dove non è mai passato ieri
incartando carezze
per le possibili incertezze
che terrò da conto
fino a che sarà il momentometto via domande
conservando impossibili risposte
che non si può mai diree sorridendo sembrerà
che non ci sia mai stato altro.Karen Lojelo
Quando era facile
sembrava semplice
camminare occhi chiusi sorridendo
cantare di un niente
che sembrava tutto
non pesare pensieri
non cercare parole
solo fluire
senza argini
senza paure
combinazioni alchemiche
di giorni da conservare
uno sull'altro
senza niente da scartare.Adesso è come se fosse volontario
anche il respirare
nuove speranze appaiono
come raggi di sole
ma cammino occhi aperti sorridendo
sempre aperti tentennando.Quando chi avevi davanti era lineare
perché era dentro
non stava solo a guardare.Adesso si prendono le misure
con nuovi cieli da attraversare
farà bene
farà male...Continuare a camminare
sopra bolle di sapone
l'euforia di una novità
che improvvisamente ti domanda
se sei sicuro
di volerla vedere.Karen Lojelo
Non sono mai stata brava a parlare che se ti guardavo mi si incastravano le parole nello stomaco e cominciavo a dire cose banali e così fingevo di inventare storie che non parlassero ancora di me e di te e così potevo scriverlo che solo tu ai miei occhi avevi le lucciole nei tuoi e che mi ricordavi il latte caldo con i biscotti che mangiavo da piccola. Che quando ti guardavo il mondo era tutto lì e non c’era altro che avevo bisogno di scoprire ...
Vivo in un ricordo
in quella foto ancora viva
sonovivo di quel sorriso
che abbracciava tutto
ed era mio
mio soltantomi chiamo da dentro uno specchio
pregandomi di tornare
ancora vivo
in quel momento
appeso nel tempo
rimasto fermo
che pure è morto
seppure inizio davvero
a cercare altro
volere altro
adesso davvero
voglio volere
qualcosa di diverso
che non somigli affatto
per dimenticare tutto
svegliarmi in un altro posto
che non ne ricordi un altro
riempire l’album
con un nuovo ricordo
che mi cammini a fianco
e che non resti fermotra il dire e il fare
vorrei cadere da questa croce
e gettare al vento i chiodi
e invece mi ci tengo stretta
alzando ...