Karen
novembre 21st, 2011
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parole sparse
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zero
Di troppa felicità
Tutto quello che volevo era prendere quel tuo sorriso acceso e sconfinato che illuminava il cielo e conservarlo sotto vetro. Rubarlo al tempo e immortalarlo contro vento come in una fotografia in movimento che si ripete sullo stesso momento all’infinito. Eppure di troppa felicità si potrebbe morire, non si può vivere. Immaginate quella sensazione di scoperta, di resa, la fine di una lunga attesa, il momento perfetto, l’euforia, il battito accelerato, quella voglia di chiudersi in bagno ad urlare di gioia, quella strana necessità che tutto sommato il momento finisca ...
Io ti amerò
nelle gocce di pioggia che cadranno
nel sole della domenica
tra le parole pensate e quelle dette
ti amerò ieri
quando ancora non esistevi
e domani perfino
quando domani sarà troppo tardise andrai via
e se resterai per tutto il tempo
di quello che rimanementre da bambina ti aspettavo
mentre giocavo ad esser grande
durante le notti insonni che ricordo
dentro tutti quei momenti
che mi tornano alla mente
di me persa tra la genteIo ti amerò
perché tutto ciò che davvero è stato
resta
e cammina in avanti e indietro al tempo stesso
mentre questo presente scorre
resterà oggi per sempre.Karen Lojelo
Il passato che è passato eppure resta. A questo penso oggi. Resta sì, da qualche parte, in bella vista o nascosto dentro un cassetto. Fotografie, lettere, ricordi. Ripenso a me osservando te. Io che il passato l’ho messo in una bella vetrina per non dimenticare, che può far male ma sai che è lì, con le sue differenze da oggi. Su un piatto d’argento quasi te l’ho sbattuto davanti agli occhi come uno scudo con cui proteggermi. Il tuo, chissà, quante cose non so, quante cose hai fatto senza di ...
Amore mio, che strano chiamarti così, io che nemmeno ci credevo avesse un senso sprecare tanto miele solo per chiamare un altro… è che non riesco a respirare bene a volte, attacchi di panico li chiamerebbe forse qualcuno, mi manchi tu, appiccicato addosso e questi chilometri sembrano secoli.Ora che ci sei, finalmente, dopo tanto aspettare vivo quasi nel terrore di svegliarmi un giorno e accorgermi che non era reale. E intanto noi disegniamo un percorso da fare insieme senza lasciarci le mani. Questa distanza ancora pesa ...
Ma allora è vero
che non servono parole
che diventiamo tutti scemi
stupidi
ridicoli
che tutte le teorie crollano
che il cielo sembra più azzurro
che le stelle sembrano brillare di più
che sorridiamo alla gente
che vogliamo bene perfino ai nemici
che si trovano parole
per descrivere poeticamente anche una bici
che nessuno ci crede
poi tutti prima o dopo ci cascano
che non vogliamo i per sempre
e poi e la prima cosa che pensiamo
che non arriva mai
ma quando arriva spacca
impazza
travolge
frana
butta giù tutto
è implacabile
rende cretini
sorriso ebete
nomignoli cretini
ma allora è vero
che è un luogo comune
ma non ...