La diversità insegna

Per una serie di motivi mi sono ritrovata nel reparto pediatria di un ospedale per quattro giorni: mio figlio stava male.
La paura, la preoccupazione, l’essere catapultati in un altro mondo poco confortevole con mille domande nella testa, sono cose che scatenano una serie di interrogativi, cambi di punti vista, revisioni delle priorità alla maggior parte delle persone.
Una volta passato il PERICOLO solitamente si aprono nuove prospettive, o dovrebbero aprirsi se è vero che ogni cosa accade per un motivo, e anche se così non fosse, forse, noi tutti dovremmo cercare di trarre insegnamento da quello che ci succede.

Il reparto era pieno di bambini, affetti da malattie ben più gravi, o dai vari virus stagionali, ma era pieno soprattutto di certi bambini…

Haiti, i bambini sopravvissuti alla catastrofe, orfani per la maggioranza di padre, soli con la loro mamma, finiti qui in Italia con gli aiuti della crocerossa e di alcune missioni. Li avevano sistemati in un agriturismo della zona, ma alcuni di loro affetti da anemia erano ricoverati in questo ospedale.
Bambini, bellissimi, educati, sorridenti.

Loro e le loro mamme hanno illuminato la vita di molte persone in questi giorni.

Ho visto persone dimesse dall’ospedale che ritornavano il giorno dopo per portare loro regali, vestiti nuovi, biscotti, ma soprattutto per un motivo: per rivederli.

La dignità, la dolcezza e la gioia di vivere di queste persone insegna molto. Gente che ha perso tutto e non ha mai avuto molto, felice di trovarsi in un ospedale dove vengono coccolati e dove hanno un letto per dormire, acqua calda in bagno, un pasto caldo tre volte al giorno.

Ho visto qualità negli occhi e nei gesti di queste persone che a noi mancano, noi che abbiamo tutto, che abbiamo troppo e non ci accontentiamo mai di nulla, che non sappiamo cosa significa veramente la parola gratitudine perché a volte ci comportiamo come se tutto ci fosse dovuto.

Le infermiere, i dottori, le altre famiglie… tutti pendevamo dalle loro labbra, e non perché facessero pena, loro sembrano molto più felici di noi. Si avvertiva il bisogno di stargli vicino per imparare, per capire il segreto, per trovare e rubare dai loro occhi quello splendore.

Un ragazzo di tredici anni in una settimana ha imparato l’italiano e mi chiedeva di interrogarlo, un’intelligenza sicuramente al di sopra della media, denti bianchissimi e una dolcezza disarmante. Faceva da baby sitter a tutti i bambini più piccoli, si prendeva cura di tutti e per tutti aveva una buona parola.

Un altro di appena 5 anni (la stessa età di mio figlio) che sembrava ciccio bello color cioccolato, passava la giornata a lavarsi i denti, insaponarsi il viso, e cambiava pigiama ogni sera, non gli sembrava vero di avere acqua e sapone, di avere vestiti nuovi. Mangiavano qualsiasi cosa come se fosse un ristorante a cinque stelle, verdure incluse, cosa che i bambini italiani difficilmente fanno…
La prima parola che ha imparato è stata maccheroni ed era quello che chiedeva sempre quando passavano le inservienti a portare i pasti.
È diventato il migliore amico di mio figlio, al punto che oggi quando ci hanno detto che potevamo tornare a casa, lui non voleva uscire dall’ospedale perché voleva restare con il suo nuovo amico.

Ieri sera li ho visti abbracciati a farsi carezze sul viso, latte e caffè si  stringevano le manine e  mio figlio continuava a parlargli e riempirlo di domande anche se lui non capiva una sola parola di quello che diceva… loro ridevano e correvano per l’ospedale tenendosi sempre per la mano.

Parlare la stessa lingua non significa capirsi.

Avere lo stesso colore di pelle non vuol dire proprio niente.

Quando si sentono le notizie al telegiornale sembra tutto così lontano… ma queste persone esistono davvero, non fanno parte di una qualche fiction televisiva, molti di loro sono in Italia, è possibile andare presso i centri di accoglienza  e portare loro giocattoli, vestiti, dolci, basta poco per farli felici, e a noi non costa davvero nulla. Non ha prezzo il sorriso che si può vedere sui loro volti.

Filed under: Blog, NewsTagged with: , ,
  • mariellamusitano

    non tutti i mali vengono per nuocere…. e questi bambini ti hanno aperto il cuore, noi che abbiamo tanto non solo non ce ne accorgiamo ma vogliamo sempre di più e poi anc ora e ancora insaziabili…