Sull’amore

Tutto quello che facciamo nella vita, la ricerca di successo, denaro, di una buona posizione, la cura dell’aspetto fisico, lo stesso cercare di dire le cose giuste al momento giusto, riuscire bene in una qualsiasi attività, il distinguerci dalla massa, lo facciamo per rendere qualcuno fiero di noi, per essere ammirati, per essere AMATI.

L’amore è alla base di tutti i nostri più semplici gesti, lo è la “ricerca” dell’AMORE, sotto qualsiasi forma.

Ma questo amore che coscientemente o incoscientemente cerchiamo con tanta fatica, con tanta dedizione, a volte perfino con rabbia, sovente non lo conosciamo bene o lo confondiamo con altro.

Specialmente nei rapporti di coppia spesso si carica la persona che ci sta accanto, o che vorremmo accanto, di un peso, di una responsabilità che non gli spetta: la responsabilità della nostra felicità.

Ma questa è una nostra responsabilità, è qualcosa che abbiamo dentro di noi e che dovremmo scegliere di darci da soli.

Quello stesso amore che cerchiamo negli altri dovremmo trovarlo prima dentro di noi. Come dice qualcuno che conosco bene, soltanto chi ha l’amore dentro di sé può trovarlo anche al di fuori.

L’AMORE, quello vero, ci fa smettere di inseguire “L’OGGETTO” del nostro desiderio con quella famosa brama di possesso, l’AMORE rende liberi, nel momento in cui si inizia o si impara ad amare veramente si può trovare la felicità dentro di noi.

Perché, come dico sempre, amare davvero significa smettere di volere bene ed iniziare a volere IL BENE dell’altro, è la gioia del “dare”, dove non ci si aspetta nulla in cambio, anche se poi quasi per magia è proprio quando non ci si aspetta più niente che si inizia anche a ricevere. È quando si impara ad amare che iniziamo a sentirci amati.

Nel caso specifico di eventuali pene d’amore non è che il dolore sparisca, ma si riesce ad essere felici semplicemente di amare.

Capiamo che quell’amore che cerchiamo fuori lo possiamo tranquillamente sentire dentro di noi.

Per quanto riguarda l’amore verso il prossimo, i figli, gli amici, i parenti e quant’altro, basta imparare e sperimentare quanto ci appaghi di più amare in questo modo.

L’essere felici per aver alleviato un dolore, procurato un sorriso, aver risolto un problema a qualcuno, è qualcosa che può riempirci il cuore.

Per quanto riguarda la vita di coppia è più complicato. Spesso si confonde l’amore con la sola passione, con l’affetto, con l’abitudine o addirittura con l’ossessione.

Per poter dire di amare davvero qualcuno, bisogna amarlo per quello che è, non volerlo cambiare, cosa che accade fin troppo spesso. Bisogna condividere, essere sé stessi, servono una profonda stima e un profondo rispetto dell’altro, riuscire ad amare le stesse cose, avere gli stessi interessi o comunque comprenderli profondamente, parlare la “stessa lingua”, come diceva Antoine de Saint Exupery: “Amare non è guardarsi l’un l’altro, ma guardare insieme nella stessa direzione”, è stare insieme rimanendo liberi, è camminare per mano verso lo stesso punto, un filo che nessuna distanza può spezzare. Per poter condividere davvero felicemente una vita con un’altra bisogna essere in grado di avere ognuno il proprio equilibrio e non cercarlo appoggiandoci a chi ci sta vicino, solo allora si può veramente camminare insieme.

Questo tipo di amore è l’amore che “di solito” non c’è, ma l’unico modo di amare che sia davvero sano.

Come dicono alcuni maestri spirituali indiani questo è il tipo di amore che apre le porte di una gioia suprema, la gioia assoluta, quella che chiamano “Ananda”, la vera gioia, la gioia.

Del resto l’amore inteso in senso universale è alla base di tutte le religioni, di tutte le filosofie spirituali, per quanto sia più facile trovarne dei surrogati è ancora l’amore che manda avanti il mondo.

Dobbiamo solo imparare ad AMARE.

Karen Lojelo

Sade – By your side

La verità, vi prego, sull’amore… di Wistan Hug  Auden

Dicono alcuni che amore è un bambino,
e alcuni che è un uccello,
alcuni che manda avanti il mondo,
e alcuni che è un’assurdità,
e quando ho domandato al mio vicino,
che aveva tutta l’aria di sapere,
sua moglie si è seccata e ha detto che
non era il caso, no.

Assomiglia a una coppia di pigiami,
o al salame dove non c’è da bere?
Per l’odore può ricordare i lama,
o avrà un profumo consolante?
E’ pungente a toccarlo, come un pruno,
o lieve come morbido piumino?
E’ tagliente o ben liscio lungo gli orli?
La verità, vi prego, sull’amore.

I manuali di storia ce ne parlano
in qualche noticina misteriosa,
ma è un argomento assai comune
a bordo delle navi da crociera;
ho trovato che vi si accenna nelle
cronache dei suicidi,
e l’ho visto persino scribacchiato
sul retro degli orari ferroviari.

Ha il latrato di un alsaziano a dieta
o il bum-bum di una banda militare?
Si può farne una buona imitazione
su una sega o uno Steinway da concerto?
Quando canta alle feste, è un finimondo?
Apprezzerà soltanto roba classica?
Smetterà se si vuole un po’ di pace?
La verità, vi prego, sull’amore.

Sono andato a guardare nel bersò;
lì non c’era mai stato;
ho esplorato il Tamigi a Maidenhead,
e poi l’aria balsamica di Brighton.
Non so che cosa mi cantasse il merlo,
o che cosa il dicesse il tulipano,
ma non era nascosto nel pollaio,
e non era nemmeno sotto il letto.

Sa fare delle smorfie straordinarie?
Sull’altalena soffre di vertigini?
Passerà tutto il suo tempo alle corse,
o strimpellando corde sbrindellate?
Avrà idee personali sul denaro?
E’ un buon patriota o mica tanto?
Ne racconta di allegre, anche se spinte?
La verità, vi prego, sull’amore.

Quando viene, verrà senza avvisare,
proprio mentre mi sto frugando il naso?
Busserà la mattina alla mia porta,
o là sul bus mi pesterà un piede?
Accadrà come quando cambia il tempo?
Sarà cortese o spiccio il suo saluto?
Darà una svolta a tutta la mia vita?
La verità, vi prego, sull’amore.

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