Linea immaginaria

Oggi è passata a trovarmi malinconia. Era tanto che non passava di qua. Ha portato valige cariche di ricordi in diapositive, ma la pellicola aveva preso troppo sole e così le immagini ormai sfocate non ricordavano più il momento preciso.

Mi sono accorta di non avere più ricordi ben delineati,  ho fotografie nella testa che sfuggono dagli occhi, non ho più sogni da sognare perché li ho sognati troppo, a lungo, fino a stancarmi di crederci. Non riesco più a fare sogni impossibili perché ne voglio di possibili e così non riesco più a ingannare il tempo. Sono costretta a viverlo e occuparlo di pensieri freschi di giornata, sarà per questo che la notte è difficile addormentarsi. Ho lasciato tutti i fili che mi tenevano nel passato, ho tagliato perfino quelli che mi tiravano nel futuro.

Sono qui, ho mani vuote ma occhi pieni di adesso.
Il melo sorride carico di frutti, cadranno, ma il prossimo anno ce ne saranno altri, che lui lo voglia o meno.
Così cammino su una linea immaginaria che costruisco passo per passo.

Mi mancava però malinconia, quella coperta tiepida che porta odori familiari. Respirando riesco ancora a sentire il suono di quel caldo abbraccio anche se non ne sento la stretta forte come un tempo.
Doveva essere bello, penso, credere ancora a tutto, senza capirne il senso.

Karen Lojelo

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