L’amore che non c’è

la copertina

L’amore che non c’è:

“Ognuno di noi ha un posto o qualcuno nel mondo che può chiamare casa, anche se non lo troverà mai, è ora di iniziare perlomeno a cercare.”

Ci sono una Penelope ed un Ulisse. Ma non è l’Odissea e non stiamo ad Itaca. Ci troviamo, invece, a Sabaudia i protagonisti di questa storia, che amano chiamarsi come i due sposi epici, in realtà sono Sofia Ortega e Andrea Vessi.

Il romanzo è raccontato con due voci quella di Sofia/Penelope e di Andrea/Ulisse. La prima in stile diaristico molto breve, la seconda, sempre in prima persona, in maniera più lunga e articolata..

In realtà l’autrice narra in prima persona fingendosi uomo, inventando un io al maschile, che incontra e frequenta una donna alter-ego. Ed è questo un personaggio che funziona quasi come l’interfaccia della sua coscienza umana e che fornisce lo spunto di base per i loro due emblematici nomi, che reciprocamente si danno.

Una storia che si tinge di molte sfumature cromatiche della letteratura di genere dal rosa al giallo. Una storia che ha il gusto agrodolce della nostalgia, Penelope scrive: “I ricordi danno quella dolce nostalgia non soltanto perché erano momenti felici. Perché ci ricordano come eravamo. E non siamo più capaci di essere”. Ma anche il sapore delicato della speranza quella di “ritrovare sé stessi, i propri valori personali, le proprie certezze e il coraggio di farle valere”. E anche quello secco della paura, la paura dell’ignoto ma anche la paura di amarsi e di lasciarsi andare. Un libro sull’amore ma anche sull’amicizia, sulla famiglia e l’importanza degli affetti.

C’è un altro particolare che rende la trama sui generis: il tocco sovrannaturale.

Sia Penelope che Ulisse, infatti, assieme alla cerchia di amici che li circonda, hanno una grande passione per l’occulto e il sovrannaturale e, soprattutto, da quando i due protagonisti si sono incontrati gli eventi particolari tendono a moltiplicarsi. Il libro passa attraverso un mix di cultura zen, esoterismo, cristianesimo ecc.

Vicende di coppia, altre persone…sono tutte figure attoriali che dovrebbero servire strumentalmente ad illustrare ed impersonare i momenti e le esigenze emozionali.