Il male di vivere…Eugenio Montale

L’uomo coltiva la propria infelicità per avere il gusto di combatterla a piccole dosi. Essere sempre infelici, ma non troppo, è condizione sine qua non di piccole e intermittenti felicità. (da Il volo dello sparviero, in Farfalla di Dinard, Mondadori)

Il rapporto tra l’alfabetismo e l’analfabetismo è costante, ma al giorno d’oggi gli analfabeti sanno leggere. Molti affetti sono abitudini o doveri che non troviamo il coraggio di interrompere. Nei tempi più gloriosi dell’arte, gli artisti […] si esprimevano imitando i grandi artisti del passato, e imitando trovavano se stessi. Un capolavoro era un’imitazione mal riuscita. (L’arte di vivere a Parigi, da Fuori di casa)

L’uomo d’oggi ha ereditato un sistema nervoso che non sopporta le attuali condizioni di vita. In attesa che si formi l’uomo di domani, l’uomo d’oggi reagisce alle mutate condizioni non opponendosi agli urti bensì facendo massa, massificandosi. (da Il nostro tempo)

E senti allora, se pure ti ripetono che puoi, fermarti a mezza via o in alto mare, che non c’è sosta per noi, ma strada, ancora strada, e che il cammino è sempre da ricominciare. (da Poesie Disperse)

Non chiederci la parola che squadri da ogni lato l’animo nostro informe, e a lettere di fuoco lo dichiari e risplenda come un croco perduto in mezzo a un polveroso prato. Ah l’uomo che se na va sicuro, agli altri ed a se stesso amico, e l’ombra sua non cura che la canicola stampa sopra a uno scalcinato muro! Non domandarci la formula che mondi possa aprirti, sì qualche storta sillaba e secca come un ramo. Codesto solo oggi possiamo dirti, ciò che non siamo, ciò che non vogliamo. (Non chiederci la parola, in Ossi di seppia, 1925).

Sono le sue parole a parlare il poeta di “spesso il male di vivere ho incontrato…”, è lui, Eugenio Montale, uno di quelli che ho amato anche quando studiavo per obbligo e non per scelta a scuola… non è un re dell’ottimismo certamente, ma chi conosce il male di vivere, chi riesce ad ardere di dolce dolore e nostalgia ha l’anima che vola molto più in alto e riesce ad apprezzare di più quei pochi attimi di felicità che la vita ci regala o che con la forza riusciamo a prenderci. Ogni artista ha una sua musa ispiratrice, ma spesso la musa più efficace è il nostro malessere, la mancanza di qualcosa o qualcuno, riuscire a piangere davanti a un tramonto e riuscire a capire che quello che volevamo, non siamo stati in grado di prendercelo… mia zia mi diceva sempre: “gente felice non ha storia…”, quando va tutto bene non hai nulla da raccontare il più delle volte… quando la felicità l’hai conquistata dopo aver comunque sofferto, allora forse puoi essere ancora ispirato a raccontare come hai superato tutte quelle montagne da scalare, e puoi trovare l’ottimismo di raccontare che, se si desidera davvero e si è pronti a mettersi in gioco, tutto è possibile… Un buon venerdì a tutti Karen Lojelo

Spesso il male di vivere ho incontrato: era il rivo strozzato che gorgoglia, era l’incartocciarsi della foglia riarsa, era il cavallo stramazzato. Bene non seppi, fuori del prodigio che schiude la divina Indifferenza: era la statua nella sonnolenza del meriggio, e la nuvola, e il falco alto levato.

Eugenio Montale   [da Ossi di seppia, 1925]

Filed under: BlogTagged with: , , , , ,