L’amore

Mi darà da scrivere?
Mi darà da vivere
mi darà da piangere
mi darà da morire

Mi darà il coraggio
O forse un altro grande svantaggio

Mi darà parole
o freddi brividi su quello che chiamano cuore

Mi darà speranza
o un’altra guerra persa
una canzone triste e forse una svelta

Mi darà tristezza
mi darà costanza

Un’altra guerra fredda
qui dentro la mia stanza

Mi darà paura
e di certo un’altra fregatura

Ma mi darà la forza di provarci un’altra volta
mi darà farfalle a far male nella pancia
mi vedrà sconfitta
e mi lascerà a giorni alterni
vinta
e poi arriva un’altra spinta
… la canzone rincomincia

Mi darà passione e un sottile gioco del dolore
mi farà la corte
e le giornate saranno meno storte

Mi darà le attese
treni
aerei
e lunghe imprese

Mi darà… amore?
O un’effimera distrazione?
Mi darà l’incanto e poi l’ennesimo soprassalto

Mi farà tremare e sognare di annegare
mi leverà il respiro
e mi donerà qualcuno da salvare
un bel pacchetto omaggio con una montagna da scalare

Mi farà sorridere
mi farà incazzare
mi caverà gli occhi e poi me li vorrà ridare

Mi mangerà il cuore la notte e lo vomiterà per colazione
mi accarezzerà l’anima e la starà a guardare

Mi darà la mano
e la perderà tra la folla

Mi cercherà in un centro commerciale dall’altoparlante rotto
mi rincorrerà senza fiato
mi prenderà anche se sto scappando lontano

Mi farà ballare
mi farà cantare
mi farà urlare
e poi sussurrare

Mi farà ridere
mi farà piangere
mi farà esistere.

(Karen Lojelo)

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Ferma il mondo

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Ferma il mondo, fermalo adesso che è tutto perfetto… mentre mi guardi, mentre ti accarezzo.

Mentre ignoro perchè ci hai messo tanto, da dove sei venuto e come hai fatto ad arrivare mentre non ti stavo più aspettando.

Fermalo adesso, adesso che brilliamo, più di tutte quelle luci al neon, più delle centrali elettriche, più delle bombe atomiche.

Siamo corpi celesti luminosi e non più illuminati e brilla tutto intorno, mentre camminiamo.

Ho cinque anni e sono alta un metro, non ho mai visto niente, da oggi lo vedo coi tuoi occhi e sembra di nuovo trasparente.

Ieri adesso se ne è davvero andato, non fa più paura, non me ne frega niente.

Non importa se c’è l’uomo nero, un paese disastrato, se la gente mente, se le cose sono storte.
Voglio rifare tutto da capo che la mia vita fino a ieri ora mi sembra di qualcun altro.

Hai guarito ogni vecchia ferita, solo passandoci sopra con le dita.

Hai ucciso tutti i mostri respirando nella mia vita.

Finalmente domani è arrivato e aveva il tuo nome, un nome che non avevo nemmeno immaginato e ho imparato a dormire senza più incubi tra le tue spalle ogni notte, anche nel buio più nero.

Non importa più se piove o c’è il sole. Se non ci sono più le mezze stagioni e si sciolgono i ghiacciai, se il mondo piange, se la fine è alle porte.

Adesso per me, è bel tempo sempre.

E i percorsi a ostacoli sembrano giostre su cui salire e ridere, senza alcun timore.

Tutte quelle salite che abbiamo davanti sono un po’ in discesa guardate da questo istante.

E se ci sarà un prezzo per tutto questo gli diremo che abbiamo già pagato e ce ne andremo io e te infischiandocene delle porte chiuse, delle finestre rotte, della gente che non crede a niente.

Noi crediamo di nuovo a tutto.
Ci sarà il sole adesso, solo per noi, ogni notte.

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Le nostre stelle

 

Dicono che a gennaio finirà il mondo anche quest’anno.

Sarà un freddo polare e diciotto gradi sotto zero che lo faranno finire amore. Quante volte è finito e ci ha visto morire, ho perso il conto, forse tu me lo sai dire.

Ci troverà insieme stavolta, almeno questa fine.

Cadranno neve e ghiaccio e noi ci abbracceremo più forte e faremo l’amore più stretti per avere respiri più caldi sotto la neve che allagherà il nostro letto, ci riusciremo stavolta, fermeremo il tempo.

Finalmente finisce quest’anno, quest’anno che mi hai trovato, stavolta che possiamo scaldarci, che non sarai solo, che non avrò paura.

Quest’anno che sei arrivato in tempo anche se ci hai messo tanto, ma tanto… e hai fatto tardi ma non era troppo, eri ancora in tempo.

Ti cercherò la mano mentre tu avrai già preso la mia, senz’altro, e sembrerà meno freddo e sembrerà meno buio e sembrerà meno fondo quell’abisso.

La guarderemo insieme questa fine sotto le stelle ghiacciate, sotto le tue braccia disegnate; mi bacerai forte, ti bacerò stretto, mi guarderai piano e io ti dirò di essere più svelto e rideremo di gusto mentre gli altri scapperanno nel loro inferno.

Noi ci terremo per mano ci dimenticheremo chi eravamo, chi eravamo mentre ci cercavamo.
Ma tu tienimi stavolta.

Tienimi la mano, già da adesso, che non si sa mai con questo tempo strano, se sarà davvero gennaio o un altro mese, un altro giorno, come sempre scelto dal caso.

Non sarò sola, non avrai paura.

Scioglieremo il ghiaccio dalle nostre stelle, non farà più male. Le rimetteremo al loro posto, quello che non abbiamo mai trovato.

Dicono che finirà il mondo amore anche quest’anno, ma non ci importerà più, perchè non sarà il nostro.
Adesso ti ho trovato.

(Karen Lojelo)

https://youtu.be/Kx9KB-FSDtk?list=PLpnYVTTo_SBF4lIftnG4SmCK4G3B7m7CZ

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La mia mano tra la folla

Sei quella mano tra la folla
che finalmente mi ha trovato
lo specchio in cui guardarmi
che riconosce i miei pensieri
sei l’alba di quel giorno nuovo
che non era mai arrivato
la porta che si apre
della sala d’attesa in cui aspettavo
sei la stella
quella stella
che guardavo da bambina
sei gli occhi di mio nonno che non mi hanno mai lasciato
la fede ritrovata
di quel sogno che sognavo
il bambino invisibile nascosto al buio
che cercavo di salvare
sei quel domani che non arriva mai e invece è arrivato
la gomma magica che cancella il mio passato
sei il mio quando sarò grande
sei la ruota del luneur
le lenzuola di lino di mia nonna
che profumavano di buono
sei l’estate al mare
e tutti i giorni di sole
sei la mia canzone preferita
e il disinfettante che non brucia per curare qualche vecchia ferita
sei l’albero di Natale
quando ancora per me aveva un senso
sei tu …quel giorno perfetto
sei l’urlo nel bagno per la prima grande vittoria
sei il mare d’iverno fuori dalla finestra della stanza
sei il passo che riconoscerei tra mille
lo sguardo in cui mi specchio
la voce che conosco
sei il giorno del mio compleanno
il pupazzo che da piccola mi dormiva accanto
sei il mio riflesso
la musica che alzo in macchina di notte
il miglior risveglio
la luce della mattina presto
quel fiore azzurro che spunta all’improvviso e ha un nome che non mi scordo
sei la nutella mangiata col cucchiaio
quel film al cinema per cui ho pianto un intero giorno
la risposta alla domanda che non conosco
la fotografia perfetta che cattura un momento
il mio sabato del villaggio
sei la doccia bollente d’inverno
il regalo più bello in mezzo ad altri cento
sei la salita che non sembra più così lunga
sei quella piazza di Parigi che mi ha stregato lo sguardo
sei le tendine lilla alle finestre della casa che non ho mai avuto
quel viaggio che non ho ancora fatto
il libro giusto che non ho ancora scritto
il pezzo mancante di quel puzzle dimenticato in un cassetto
il coraggio che non aveva più un senso
la luce nei miei occhi che avevo perso

Karen Lojelo

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Febbre

MANI

Era ancora caldo, ma avevo sempre un po’ di freddo.
Non so come è successo,
hai sorriso
e ci sono caduta dentro,
convinta di essere ancora in equilibrio,
su quel filo,
quello che tenevo stretto.

Ti guardo spesso, come se fossi appena comparso
e non fossi di questo mondo
e ogni giorno brilli un po’ di più
mentre chiudo gli occhi e
questo vento leggero che non conosco chissà dove mi porta;

è tutto calmo adesso, non sento più freddo,
ho quasi paura di questo bel tempo…

ho imparato a camminare tra la nebbia e contro ogni tempesta,
ma non so come si fa a farsi tenere la mano
e chiudere gli occhi
e smettere di avere paura.

Trenta gocce di novalgina adesso, e dicono,
passa la paura..
Magari,
e quando mi passa,
sarà questa febbre che mi hai attaccato tu,
perdo lucidità, non riesco a ragionare.

Non che ne sia mai stata così capace anche stando in salute,
io non so pensare, so solo sentire,
a te ti sento anche senza parlare,
mentre continuo a chiedermi tu chi sei, chi sei e cos’è tutta questa felicità…
Io non la conosco.
Nessuno me l’ha mai presentata fino adesso e continuo a chiedermi dove sta,
tutto quello che non capisco.

Respiro piano per non svegliarti,
ma poi ti sveglio lo stesso,
perché devo essere sicura che ci sei
e che hai ancora la stessa espressione. Quella,
quella che mi ha incastrato in mezzo alle tue ciglia,
così perfetta, da sembrare finta.

Sarà la febbre che mi fa tremare,
questa febbre che sembra una cura e non un dolore.

E poi ti guardo dormire,
perchè sei così bello quando ti svegli
e rifai quel sorriso che mi ha fatto cadere.

Ma tu Dormi
Dormi ancora
Voglio solo starti a guardare.

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